Con la pubblicazione del Decreto firmato nelle scorse settimane, RESTO AL SUD cambia volto, infatti con il recepimento delle novità introdotte nella ultima Legge di Bilancio, è stata allargata la platea dei potenziali richiedenti le agevolazioni.
Resto al Sud è l’incentivo, introdotto dall’ ordinamento italiano dal D.L. n. 91/2017, volto a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. In un primo momento l’agevolazione era riservata all’ avvio di attività d’impresa e fino a un limite massimo di età di 35 anni.

Nella versione 2019, invece, sono ricompresi tra i fruitori dell’incentivo anche i liberi professionisti e il limite di età è stato innalzato a 46 anni. Dopo la pubblicazione in G.U., prevista entro la metà di settembre, gli interessati potranno presentare i propri progetti sulla piattaforma online di Invitalia. 

Possono richiedere l’agevolazione coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 46 anni e sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda oppure che decidono di trasferire la propria residenza nelle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni  dall’ eventuale esito positivo della valutazione  (120 giorni se risiedi all’estero).

Inoltre, gli interessati non dovranno aver ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’ autoimprenditorialità. Ancora, i benefici non potranno essere richiesti da coloro che abbia già un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o che siano titolari di altre attività di impresa in esercizio.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, non dovranno risultare titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.
Potranno presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è suddiviso in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi.

Tra le spese ammissibili rientrano quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *